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26 settembre 2008

25.09 Los Angeles: Universal Studios

"La capitale dell'intrattenimento ad L.A." ci accoglie verso le 10.30 (dopo un po' di casino con le solite Highway). Prima del parco, c'è la Universal City da attraversare: un intero quartiere di negozi a tema, venditori di cioccolata, ristoranti, fast-food, souvenir, magliette e centinaia di stronzate pronte per essere acquistate. Noi superiamo il tutto di corsa, fino ad arrivare all'ingresso del parco. La sfera rotante degli Universal Studios splende sotto un sole rovente, che ci farà sudare come i disperati per tutta la giornata.

Iniziamo con lo Studio Tour, un percorso su un autobus attraverso i set di grandi film e serie tv: vediamo la DeLorean di Ritorno al Futuro, il set di La Mummia e del primo Lo Squalo e persino Wisteria Lane (rosicate, prego) della ben nota serie tv Desperate Housevives. Impressionante il set dell'incidente aereo usato per La Guerra dei Mondi. Costeggiamo i grandi set al coperto (dei grossi capannoni, in realtà) dove girano CSI e altri film. Il viaggio è anche movimentato da un paio di sorprese preparate, tipo spruzzi d'acqua, finte cadute di ponti ed esplosioni assortite.

Il parco è più piccolo di Disneyland, naturalmente, e offre tutt'altre attrazioni: qui è tutto decisamente più "avventuroso" e l'adrenalina si misura direttamente a litri. Il premio in assoluto va a The Simpsons Ride, ultima arrivata agli Universal Studios: la giostra simula l'ingresso a Krustyland, il nuovo parco divertimenti (low budget) di Krusty il Clown. Non è facile spiegare quanto tutto è perfettamente... simpsoniano, dall'inizio alla fine: i monitor durante la coda con il commissario Winchester che spiega le regole del parco, la pubblicità (fittizia) di Abu o di La Talpa che presentano banchetti fittizi all'interno del parco, Krusty il clown che invita i visitatori a stare attenti per l'evasione recente del nemico numero uno, Telespalla Bob. L'attrazione in sé è altrettanto mitica: in gruppi di 8 si sale su delle specie di ottovolanti sospesi su un braccio meccanico, che simula curve improvvise, rimbalzi e cadute lungo un rollercoaster e attraverso Krustyland: il controllo è stato preso da Telespalla Bob, il che garantisce esplosioni, botti, colpi e frenate accompagnati dalla famiglia Simpson al completo. Il tutto è proiettato su un gigantesco schermo che circonda interamente l'ottovolante, e il risultato è una corsa al cardiopalma realizzata veramente bene.

Altrettanto impressionante è lo show di Waterworld: sulla falsa riga di Rambo del Movie Studio, ma molto più in grande. Tanto per rendervi l'idea, oltre ad esplosioni, fiamme ed acrobazie degli stunt sulle moto d'acqua, ad un certo punto da dietro una enorme palizzata cade nell'acqua un vero aeroplano.
Shrek-4D è un mini film di animazione, realizzato appositamente per gli Universal Studios, da gustare con occhiali 3D: i protagonisti sono ovviamente Shrek, Ciuchino, Fiona e tutta l'allegra compagnia in una specie di sequel del primo Shrek.
Delude invece The Horror House: dopo i primi 5 minuti la Chiari si fa prendere dal panico ed esce; Ste però rientra subito dopo con una truppa di messicani. I set sono molto curati (splendida la ricostruzione del laboratorio di Frankenstein), ma gli attori che dovrebbero fare "i mostri" sono pochi, male organizzati e pure poco convinti: quando Leatherface vede la maglia dei Pantera di Ste, invece di fargli prendere paura gli fa le corna da metaller e grugnendo canticchia il riff di Walk. Divertente, ma decisamente poco spaventoso.

Jurassic Park ci porta invece sul set del film a bordo di una barca in un fiume. Tutto curatissimo, incluso l'inseguimento in un tunnel con un T-Rex alto come una casa e la caduta finale a mo' di Colorado Boat lungo una discesa vertiginosa e all'interno di una piscina (inutile dire che alla Chiari è venuto il batticuore). C'è tempo anche per Backdrift, il set (vero) di alcune scene dell'omonimo film di Ron Howard sui pompieri, tra esplosioni, fuoco rovente ed edifici che collassano tra le fiamme.

È anche molto bello, passeggiando per il parco, trovare alcuni dei grandi personaggi della Universal: ci facciamo una foto con Beetlejuice, con Frankenstein, con Shrek e ovviamente con Spongebob, di cui la Chiari compra anche un porta bibita souvenir che peserà 10 chili. Per il resto, gli Universal Studios si girano tranquillamente in 4-5 ore, molto meno di Disneyland: eppure, l'impressione (per due appassionati di cinema e tv come noi) è altrettanto forte. Vi lasciamo solo immaginare che razza di souvenir ci sono nei negozi a tema all'interno del parco.

Usciamo nel tardo pomeriggio, mangiamo (e compriamo qualcosa) nella Universal City e poi cerchiamo un motel a Los Angeles. Speranzosi proviamo i più vicini, ma siamo pur sempre in zona Hollywood-Beverly Hills e persino i motel hanno dei costi esagerati - o quantomeno, esagerati per quello che offrono. Dopo molti tentativi, e quando sono ormai le 10 di sera, ci spostiamo verso Santa Monica (domani Ste deve fare il bagno nell'oceano, eh!) e troviamo il solito Best Western ad un costo appena più contenuto. Resteremo qui direttamente due notti, così ci togliamo il pensiero. Ah: comincia a prenderci la malinconia... dopodomani si deve già tornare a casa.


SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: tante negli Studios
Alloggio: Best Western Inn, Santa Monica Boulevard, Santa Monica
Alimentazione scorretta presso: Starbucks, Universal Studios (hot dog) e Universal City (tacos messicani)
Frase del giorno: Bo' bibere qui!
Acquisto del giorno: il porta bibita di Spongebob
Best of the Day: anche qui, tutto quanto (tranne l'Horror House)