La Central Coast Californiana è tagliata da due Highway: la 1 e la 101, che si contendono l'un l'altra tratti costieri e continentali. Dove possibile, prediligiamo la Hwy 1, più tortuosa ma decisamente più caratteristica: segue la costa e attraversa luoghi e paesi di una California estremamente diversa da quella vista a Los Angeles: più umana, più vera, più locale e meno turistica. È bellissimo passare per tutte le diverse facce della California: messicana e surfista a sud, e via via salendo verso nord semi deserta, poi coltivata fitta a vigneti, ed infine intima, romantica e raccolta di fronte all'oceano. Da Los Angeles/Santa Monica imbocchiamo la Hwy 1: la prima tappa è la spiaggia delle spiagge, Malibu. In realtà la visitiamo dall'autostrada, concedendoci una sosta foto sotto il sole cocente (con inversione a U pericolosissima valida per il ritiro patente). La spiaggia è ampia, bianchissima e piena di surfisti. Malibu stessa, in realtà, è un gigantesco negozio di roba da surf: tavole, mute, abbigliamento e accessori vari. Cerchiamo un supermercato per ore, senza risultati: e alla fine, ci infiliamo in un Coffee Bean & Tea Leaf (concorrente di Starbucks) e facciamo colazione. Pochi chilometri dopo troviamo un supermercato di discrete dimensioni, dove facciamo scorta del necessaire per panetti imbottiti, più qualche cazzata altrettanto fondamentale.
Ci ha impressionato l'assoluta casualità con cui gli americani costruiscono le proprie case, e sì che Malibu non è mica Quaderni: le abitazioni si susseguono fronte mare tutte diverse dalle altre. Alcune alte, altre basse, altre moderne e altre che sembrano catapecchie in legno; alcune sono bianche, altre blu, altre verdi, ce n'è persino una rosa e fucsia. Se uno facesse una cosa del genere in Italia, minimo minimo il Sindaco gli dà fuoco alla casa con ordinanza municipale. L'odore dell'oceano è forte, il sole è alto: quasi quasi rimpiangiamo di non avere il tempo (e il costume) per fare un adeguato bagno nell'oceano.
La Hwy 1 prosegue lungo la costa, in un paesaggio dominato dall'oceano da una parte, e da colline secche e disseminate di pochi alberi dall'altra. Sembra un pò l'entroterra siciliano, un pò la Toscana dopo anni di siccità. Usciamo a Santa Barbara e ci infiliamo nel Visitor Centre dove una simpatica signorina ci seppellisce di cose da fare nelle seguenti due ore a nostra disposizione: visitare la Mission di Santa Barbara, il Wharf sul molo, la downtown. Il tempo, d'improvviso, è peggiorato: il cielo è coperto da nuvole, e un vento freddo e insistente ci costringe ad indossare una felpa. Consumiamo avidamente i nostri panini (preparati nel retro della Chrysler) sul molo, circondati da piccioni, cormorani, gabbiani e un pellicano di 20 chili. Dopo pranzo imbocchiamo Main Street con tutti i migliori propositi per una visita culturale della cittadina: propositi immediatamente disillusi alla vista dei primi negozi: Billabong, Vans, Victoria's Secret e una libreria di dimensioni enormi. Decidiamo di ripiegare sullo shopping per le intere due ore a nostra disposizione: acquistiamo diversi libri e due camicie da Billabong. La commessa in libreria, mossa a compassione dagli occhioni della Chiari, le regala un foglio di adesivi di Twilight, che faranno rosicare d'invidia la Elena.
Santa Barbara è una cittadina splendida: sembra di stare a Gardaland. Tutto è curato e pulitissimo, le pareti degli edifici sono dipinte, decorate o ricoperte di mattonelle. Il centro è molto curato, quasi incredibile: sembra di camminare in un film. Il Wharf sul molo è vecchio di 150 anni e vale proprio la visita, nonostante il vento. La Mission, chissà: ma se è carina come il resto della città...

Highway 1 e 101.A fare questa strada si capisce perchè gli americani amino spostarsi tanto: sempre per stare in tema, sembra quella giostra di Gardaland dove guidi la macchina nella fattoria degli animali. Tutte le vetture, e dico tutte, rispettano il limite di velocità di 65 mph: nessun cagacazzi che sfanala da dietro, nessuno ai 20 all'ora che blocca la corsia, nessuno che ti supera ai 230 all'ora, e i camionisti se ne stanno tranquilli tranquilli nella corsia di destra senza superare a sorpresa. Impostiamo il cruiser control sui 65 e lasciamo che la macchina vada da sola senza quasi mai dover correggere la velocità: uno spasso.
Le colline aride tipo entroterra siciliano lasciano pian piano il passo a tutt'altro paesaggio. La Hwy 101 si stacca dalla costa e si butta verso l'interno, nella Santa Barbara Wine County: filari di vigneti a perdita d'occhio ci circondano. Niente a che vedere con la Valpolicella, intendiamoci. Però i californiani fanno comunque la loro porca figura.
San Louis Obispo.Ci concediamo una breve sosta a San Louis Obispo, anonimo paesino a pochi chilometri dalla nostra destinazione, Morro Bay. Consigliati dalla Lonely Planet, visitiamo la Bubblegum Alley: uno stretto passaggio pedonale, tappezzato con migliaia di chewingum masticati. A confronto i quattro post-it attaccati alla Casa di Giulietta sembrano pagati dal Comune. L'odore di gomma americana è incredibile, e anche lo schifo non scherza.

Morro Bay.Decidiamo di spezzare il viaggio sulla Central Coast, fermandoci a Morro Bay anzichè proseguire fino a Monterey (distante ancora numerose miglia): la scelta è molto intelligente, perchè la Hwy 1 e la 101 non sono propriamente facili da percorrere. Ci fermiamo quindi nello splendido paese sull'oceano di Morro Bay, dominato da un gigantesco scoglio a forma di panettone proprio di fronte al porto. Le casette sono di legno, l'odore di mare è fortissimo, e al tramonto gli alberi delle barche ormeggiate ondeggiano al vento della sera: bellissimo e romanticissimo. Il paese è, infatti, la classica meta da pensionati: siamo letteralmente circondati da over 60 ma chissenefrega, non è che siamo qua per andare in discoteca alla sera.
Troviamo alloggio all'Anderson Inn, e la nostra splendida stanza ha la vista oceano, proprio sul panettone di fronte al porto. La stanza è curatissima fin nei minimi dettagli (doccia enorme, tv lcd 16:9, amplificatore per iPod), il titolare è simpatico e affabile e ci fa pure un discreto sconto sul prezzo finale. Forse perchè il Torre, sovrappensiero, si è presentato con intorno gli occhiali da sole a forma di cuore che la Chiara aveva al matrimonio. Tra le altre cose, a fianco dell'Inn c'è un ristorantino di pesce niente male.
Più di 350 chilometri in macchina, ma li abbiamo sentiti pochissimo. E comunque, per arrivare in un posto come Morro Bay ne avremmo fatti anche il doppio. Questo paese vale tutta la giornata. La differenza tra qui e la caotica confusione di Los Angeles è talmente forte che sembrano passate settimane, e invece era solo ieri: ieri il rumore costante delle macchine che sfrecciavano sulla Hwy 405 di fianco al nostro hotel, e oggi ci addormentiamo con lo sciabordio delle onde e il verso dei leoni marini (diciamo davvero, eh). E paghiamo pure di meno.
SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: 226
Alloggio: Anderson Inn, 897 Embarcadero, Morro Bay
Alimentazione scorretta presso: Coffe Bean & Tea Leaf, supermercato ignoto, Starbucks, Galley Restaurant.
Frase del giorno: (guardando la mappa) Non me ne frega una minchia del Nord Dakota!
Acquisto del giorno: The Essential Calvin & Hobbes
Best of the Day: un homeless a Santa Barbara con un cane che portava a spalla un gatto che portava a spalla un topo (e non è la canzone di Branduardi).
7 commenti:
primo.:)
dopo commento
ahah che "onzo"! XD
ehy, che avete contro quaderni?
e soprattutto... almeno uno sticker.. dai.. piiiiccoloooo!!!
a che se no non ti porto al cinema eh!
belli i miei sposini.. mi sembra di vedere un film leggendovi!
ps: il manu ha ancora la bocca aperta per la mia super intraprendenza col mac. zot zot.
"Best of the Day: un homeless a Santa Barbara con un cane che portava a spalla un gatto che portava a spalla un topo (e non è la canzone di Branduardi). "
FOTO FOTO FOTO
vi prego, ne ho bisogno per il mio desktop.
leggere il vostro racconto è come ritrovarsi ancora lì sulla HW1 a distanza di un anno... quasi quasi mi scende la lacrimuccia!
fighissimi gli occhiali a forma di cuore eh!
mioddio... o_O
sì, devo ammetterlo.. sono una di quelle che quando scrivete i nomi dei ristoranti o degli hotel li cerca in internet e va a visitare il sito.. sig!
tra poco mi vedrete piangere calde lacrime immersa in una triste vasca da bagno pensando alle ferie. beh dai, magari mi consolo con una ballistica della lush! XD
Bellissimo..soprattutto il posto ideale per i 60enni! chissà che non riesca a convincere la mamma.
Intanto mamma Rox non fa altro che chiedermi di vedere se ci sono news nel blog e..per starvi vicino ha persino imparato ad accendere il computer e a connettersi in internet.
Però...un bagnetto nell'oceano io l'avrei fatto; anche in mutande...visto che non avete il costume; se non altro per fare i confronti con la Cavallara.
Divertitevi...un pochino anche per noi e fate tante foto.
Bacioni
mamma e papà
Ciao belli,
Divertitevi tanto!
1 bacione
Daniela
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