12 settembre 2008

12.09 Santa Cruz > Cupertino > San Francisco

Dopo scogliere incontaminate e strade deserte, si torna nelle metropoli. Prima Cupertino, per visitare velocemente la Apple Inc., e di seguito, dopo un pò di confusione con le Highways (che a San José/Cupertino formano un dedalo intricato), arriviamo a San Francisco, che ci accoglie con una muraglia di nebbia ma ci fa innamorare della città al primo sguardo: altro che Los Angeles e Santa Cruz!



Cupertino.
Lasciamo il motel più triste del mondo sotto una leggera pioggia che, se possibile, rende il tutto ancora più triste. Imbocchiamo la Hwy 17 in direzione San Francisco e, appena cominciamo a salire sulle colline lasciandoci alle spalle la Monterey Bay, il tempo cambia drasticamente: esce un sole caldissimo, il cielo è azzurro e la temperatura si alza notevolmente: con questa ottima premessa arriviamo a Cupertino.
Dopo una breve colazione da Starbucks (tanto per cambiare) giungiamo a Infinite Loop, la via che circonda la sede della Apple. Al Torre si bagnano gli occhi dalla commozione. C'è da dire che la Apple influenza e controlla un intero quartiere della città, e persino le vie sono indicate da simpatiche insegne con la mela. A Infinite Loop 1, il Visitor Center di Apple, non c'è molto da vedere: ma nella porta di fianco c'è un Apple Store gigante dove spendiamo una fortuna in gadget che faranno rosicare d'invidia Marzio. Scommettiamo che alla Microsoft non ti regalano la penna e gli adesivi?
A Cupertino ci infiliamo anche in un supermercato Target, dove scopriamo una grande passione degli americani: Halloween. Ci sono qualcosa come 10 corsie interamente dedicate alla festa: caramelle e dolci già in sacchettoni, Oreo edizione speciale con la crema arancione, cestelli per i candies a forma di casco di Darth Vader, zucche, teschi, scheletri e streghe assortite: da perdersi.



San Francisco.
Si riparte: il tempo è sempre bello mentre ci districhiamo tra mille svincoli nella zona di San José: dalla Hwy 17 passiamo alla 280, poi torniamo sulla vecchia 101 e ci infiliamo a San Francisco. Il tempo cambia di nuovo, probabilmente a causa dell'oceano: la temperatura torna gelida e si alza una fastidiosa nebbia. Usciti dalla Highway, San Francisco ci accoglie in tutto il suo splendore: grattacieli a perdita d'occhio, casette e negozi, sirene e clacson, le salite e le discese che l'hanno resa famosa nei polizieschi anni '70-'80 (e nel video di Sabotage dei Beastie Boys). Dà subito l'idea di una città viva, pulsante, curiosa, incasinata e attiva: una città dinamicamente vera, non un feticcio per turisti come Hollywood.
Confusi e meravigliati, inanelliamo una serie di sensi unici che ci costringono a fare lo stesso giro tre volte senza venirne a capo: ogni volta costeggiamo la via del nostro hotel, ma non riusciamo mai a prenderla. Ci arrendiamo, e parcheggiamo ad un paio di isolati di distanza, e raggiungiamo lo Union Square Hotel a piedi. A confronto del triste motel di Santa Cruz, qui è una reggia: la stanza è piccola ma curatissima e pulita, l'edificio è a due passi da tutto e dalla finestra si sente la città spostarsi e vivere. Si spende più che in un motel, ma che cazzo, è pur sempre il nostro viaggio di nozze!



Fisherman's Wharf & Pier 39.
Di fronte all'hotel c'è la fermata del Cable Car, un servizio di autobus che risale alla fine dell'800. Piccole vetture, dove si può anche stare appesi al di fuori del veicolo, che seguono un percorso su binario fino alla zona del porto; vengono guidate da un complesso sistema di leve e tiranti, e arrivate a fine corsa c'è una piattaforma girevole (mossa a mano) per far girare il mezzo. Guidarlo non sembra proprio una passeggiata, e le leve sembrano molto dure da muovere: tant'è che gli unici autisti che vediamo sono di colore. Sul Cable Car percorriamo le salite e le discese vertiginose che ci portano fino al Fisherman's Wharf, ex zona portuale ora diventata cuore commerciale e mangereccio della città: ovviamente, il tutto con quel tono trash che tanto piace agli americani. Un vento crudele batte la baia e la nebbia avvolge la superficie dell'acqua, lasciando appena intravedere Alcatraz (che visiteremo domattina) e il Golden Gate.



Passeggiamo lungo i moli, zeppi di negozi, ristoranti e caffetterie. C'è pure un museo di stranezze e roba freak ("Believe it or not"), ma preferiamo lasciar correre. Arriviamo al Pier 39, dov'è concentrato il top del trash: tra gli altri, un negozio di cioccolata gigante, un negozio di oggettistica solo per mancini, la boutique per gli animali e una vineria californiana. Ma oltre ad essere luogo di ritrovo per gli umani, il vero re del Pier 39 è il leone marino: ne vediamo circa un centinaio, ammucchiati gli uni sugli altri su delle piattaforme in legno al centro del molo: puzzano e fanno casino, proprio come gli umani.
Il cibo tipico di San Francisco sembra essere il granchio, che qui cucinano in mille modi diversi: fritto, come zuppa, come polpa dentro al panino. Decidiamo di mangiare in una vecchia bakery sul porto (fondata nel 1849), dove preparano invitanti zuppe servite dentro un panino gigante scavato. La Chiari prende la zuppa di pomodoro (eccezionale), mentre il Torre si fa fregare e ripiega su un sandwich col granchio buono ma poco caratteristico. Domani però il Torre proverà il panetto col granchio (che è un po' tipo i panetti con la merda che fanno la gloria delle nostre serate veronesi) presso uno degli innumerevoli baracchini di cinesi lungo il Fusherman's Wharf.


SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: 90
Alloggio: Union Square Hotel, 114 Powell Street, San Francisco
Alimentazione scorretta presso: Starbucks, Hot Dog To Go, Boudin Sourdough Bakery
Frase del giorno: (al risveglio nel motel a Santa Cruz): Evviva! Siamo ancora vivi!
Acquisto del giorno: la felpa della Apple
Best of the Day: il viaggio appesi fuori dal Cable Car a San Francisco

7 commenti:

Anonimo ha detto...

MI AVETE PRESO UN REGALO? EH? EH? Sto rosicando tantissimo, anch'io voglio comprare le cazzate vicino ai leoni marini!!!!

Anonimo ha detto...

qui piove a dirotto, altrochè sabato scorso!!!
tra l'altro ho visto che sul sagrato della chiesa ci sono ancora i vostri cuoricini fucsia.
la connessione fa le bizze, ma appena riusciamo mettiamo su youtube il video del perro che cerca di ballare il country....
ma la cera dovevate scioglierla voiiiiiii!!!!! non vale!!!! :(

Anonimo ha detto...

ehm, ciao, sono in diretta..
ehm.. ok..
non so cosa scrivere.

Anonimo ha detto...

STO ROSICANDO DA MORIRE!
ciao belli
J:)

Unknown ha detto...

Mitici!!!
Divertitevi a San Francisco che è una figata! Bello proprio sto blog!
Ciao

Gian

Anonimo ha detto...

http://bianchicavzefiro.blogspot.com/

avrete la vs password solo al ritorno.. XD

Anonimo ha detto...

Credo che il tempo avesse il tuo stesso problema,chiara, ma una volta ingurgitate le sue brave prugne ha dato inizio ad una evcuazione epica.
Tuoni, lampi, fulmini ed ha persino divelto dei cipressi a Rosoloti e a S.Rocco: non so se riuscirai a fare altrettanto!!!
Non oso nemmeno pensare a cosa sta accadendo a Cavalcaselle e ringrazio la nostra buona sorte.
Questa mattina, dopo minacce di sfratto, ho liberato la chiesa e riportato tutti i vasi dei fiori a valeggio: Marica non sapeva nulla del blog e le ho fatto inviare le coordinate da Alice.
Mi sono fermato a parlare con loro e le ho sentite quasi più entusiaste di noi per come sono andate le cose.
Rileggere il vostro diario mi riporta indietro di un sacco di tempo e rivivo situazioni e ricordi che credevo completamente dimenticati: nostalgia e un pò d'invidia sono ben mescolate mentre cerco di vedere attraverso i vostri occhi.
VRT BSS TTR CWK papà Claudio