Sveglia alle 8.30, perchè è pur sempre domenica. Il piano originale era di prendere un autobus per arrivare diretti al Golden Gate: ma le linee 28 e 29 partono solo dai dintorni del Fisherman's Wharf. Decidiamo quindi di incamminarci "così intanto ci avviciniamo". Entriamo quindi a Chinatown dal Dragon Gate, poco distante da Union Square. Il paesaggio metropolitano cambia immediatamente: case basse, tetti a pagoda, lanterne da un capo all'altro della strada, insegne in ideogrammi, e solo occhi a mandorla intorno a noi. L'edificio più alto (3 piani) è il "Gold Mountain Temple", intitolato a chissà quale divinità orientale ma, fatalità, al primo piano dell'edificio c'è una filiale della Bank of America. Proprio come in Italia, anche qui i cinesi vendono una marea di puttanate di dubbio gusto e, a tempo perso, cucinano le loro specialità. Marzio e la Cate si sarebbero divertiti tantissimo.
La passeggiata si prolunga perchè incrociamo Lombard Street, che avevamo intravisto due giorni fa a bordo del Cable Car. Lombard Street è in realtà una arteria importante di San Francisco, che tuttavia tra gli incroci con Hyde e Leavenworth è costretta a percorrere molti metri di dislivello in pochissimi metri di lunghezza. Di conseguenza, qualche urbanista particolarmente ispirato ha ben pensato di renderla "the crookedest street in the world", cioè la strada più tortuosa del mondo.: 8 curve in meno di 400 metri, con una pendenza che sfiora il 30%. Per raggiungerla e percorrerla, siamo costretti ad una ripida scalata sulle celeberrime colline di Frisco, che ci toglie decisamente il fiato (anche per la vista su San Francisco che, da quassù, non è niente male). Come se non fosse abbastanza, ci agganciano due lesbiche per chiederci di far loro uno scatto con lo splendido panorama alle spalle.
Golden Gate.Ci rimettiamo in marcia, ormai sfiancati. È quasi ora di pranzo, ma il famoso autobus 28 ci passa davanti e lo prendiamo al volo: si va, finalmente, al Golden Gate. Lo spettacolo da Fort Point (il punto di osservazione del ponte a sud, lato città) è bellissimo: il ponte è veramente enorme, più di quanto si riesca a pensare. Svetta nella nebbia della baia per più di 3 chilometri, e conta la campata sospesa più lunga al mondo: ben 1,2 chilometri. Il suo colore particolare è ben definito, e si chiama "Internation Orange": ogni settimana, una squadra di 25 operai lo ridipinge con quasi 3000 litri di vernice. Decidiamo di non pranzare qui (ci sono solo schifezze preconfezionate) e ci incamminiamo, coi piedi già gonfi, nel tentativo di percorrere il ponte. Il lato est, quello che dà verso la baia, è adibito a passaggio pedonale e ciclistico; il lato ovest invece, verso l'oceano, è dedicato esclusivamente alle biciclette. In mezzo, sei corsie di autostrada, con auto che sfrecciano in una direzione e nell'altra senza sosta.
La vista dal Golden Gate è effetivamente uno spettacolo: si spazia su tutta la baia, da Oackland a San Francisco, ad Alcatraz. Finisce che il ponte lo percorriamo tutto, e arriviamo a Vista Point, l'altro punto di osservazione: solo che qui non ci sono mezzi pubblici per tornare indietro, né luoghi dove sfamarci: siamo quindi costretti, nostro malgrado, a farci altri 3 chilometri di Golden Gate per tornare indietro.
Arriviamo, prendiamo l'autobus e torniamo nella zona del Fisherman's Wharf per mangiare qualcosa, e sono ormai le 5 del pomeriggio. Ingoiamo un hamburger da In'n'Out, e rientriamo stremati all'albergo (non senza una tappa da Levi's, nel negozio Nike e da H&M, dove facciamo alcuni acquisti). Ancora due passi dopo un breve riposo, un'altra schifezza immangiabile dal cinese sotto l'albergo (assediati dagli homeless) e ci prepariamo a dormire: domani addio San Francisco, ci aspettano 300 chilometri di macchina fino allo Yosemite National Park.
SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: tantissime, quasi tutte a piedi
Alloggio: Union Square Hotel, 114 Powell Street, San Francisco
Alimentazione scorretta presso: Starbucks, In'n'Out, China&Burger
Frase del giorno: Beh, dai arriviamo a metà Golden Gate e poi torniamo indietro
Acquisto del giorno: un cappottino nero per la Chiari da H&M
Best of the Day: la chiave dell'albergo che non apre la porta della stanza, proprio mentre la Chiari sta per farsela addosso in corridoio
2 commenti:
non avete nemmeno mangiato "da gennaro, va vera pizza napoletana"??
cmq.. evviva l'ikea! http://www.flickr.com/photos/12658623@N03/?saved=1
U.s. U siciliano!
gli italiani sono sempre i più tamarri del mondo
per la chiari: come ti capisco...
Johnny J:)
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