18 settembre 2008

17.09 Las Vegas: The Strip

Se c'è una cosa che si capisce bene a Las Vegas, è il girare dei soldi: qui ogni cosa è fatta o per darti un sacco di soldi in poco tempo, o per ciucciarti un sacco di soldi in poco tempo. Giusto per dire, un caffè dallo Starbucks dentro al Planet Hollywood ci è costato 2,50 dollari. Un'esagerazione.

La mattina comincia tardi, come previsto, con un giro da Madame Tussauds (presso il Venetian): le riproduzioni di cera sono molto realistiche, e ci facciamo foto con Elvis, Jimi Hendrix, Lady D, Brad Pitt e Angelina Jolie. Si prosegue con una bella passeggiata lungo The Strip, la via principale di Las Vegas (che poi è Las Vegas Boulevard). Con la luce del giorno, l'impressione esercitata dagli enormi hotel è comunque la stessa: tutto è esagerato, gigantesco, sbalorditivo. Lascia a bocca aperta scoprire che le strutture degli hotel (le colonne del Caesar's, il ponte di Rialto del Venetian e così via) non sono in cartongesso o in plasticaccia tipo Gardaland: sono in pietra e cemento, edifici veri e propri. Visitiamo il Venetian e The Palazzo, il Mirage Hotel, il Treasure Island, il Bellagio, il Caesar's Palace, solo per citare i principali.

Tutti gli hotel sono diversi tra loro dall'esterno, ma condividono in realtà la medesima struttura: una parte adibita ad albergo, una adibita a casinò, una zona di negozi (tutti di marca e decisamente costosi: Tiffany, Prada, Abercrombie, Armani) e una di locali, di solito night club, lounge bar o sushi bar. Ogni cosa è però decorata e inserita nel contesto dell'hotel: nel mall del Caesar's ci sono le colonne doriche e le statue dei leoni; al Venetian i soffitti sono decorati a mo' di affresco; e il Treasure Island sembra una nave di pirati. Si passa dal casinò al centro commerciale e poi all'hotel successivo senza quasi mai uscire in strada, grazie a tunnel, passaggi, scale mobili e ponti sospesi. E ovviamente, ovunque c'è l'aria condizionata a palla.

È incredibile vedere i signori e le signore di mezza età, seduti alle slot machine già alle 10 del mattino (i casinò sono aperti 24 ore su 24), che macinano dollari su dollari senza battere ciglio. E poi vedere negozi dove una scoreggia ti costa 20 dollari pieni di gente, e limousine che passano su e giù per The Strip senza sosta, e le code ai check-in degli hotel. Evidentemente, qualcuno deve aver vinto parecchio da queste parti. Si cammina per chilometri senza rendersene conto, su e giù per una strada piena di gente. E fa strano pensare che, dietro agli edifici da 50 piani, ci siano poche case e poi il deserto. Troviamo una Food Hall che è tipo il terzo piano della Grande Mela senza il cinema (ma grande il doppio), e ce la caviamo con un paninozzo da Subway e una pitta in un takeaway greco. Il premio della giornata se lo merita però l'M&M's Store di quattro piani vicino all'MGM Hotel: tra le altre cose, dentro c'è una parete intera di dispenser di M&M's, tutte adeguatamente divise per colore e per gusto (troviamo anche una limited edition alla ciliegia).

Dopo pranzo recuperiamo la macchina e ci dirigiamo a sud di Los Angeles Boulevard, al gigantesco Las Vegas Outlet. Dire gigantesco forse non è abbastanza: i negozi non finiscono mai, e tra gli altri troviamo Hot Topic e Billabong che vendono a prezzi, tutto sommato, stracciati. Facciamo un paio di acquisti e poi, sempre con la macchina, ripercorriamo tutta The Strip dirigendoci dalla parte opposta: superiamo il magnifico Stratosphere, una torre altissima che svetta sulla città, e arriviamo a Downtown Las Vegas, luogo d'origine della passione per il gioco: qui infatti resistono le vecchie case da gioco, dove vengono i professionisti che non si fanno abbagliare dagli effetti speciali del centro. Oltre alle case da gioco, la zona è piena di motel e delle wedding chapel che hanno fatto la storia di Sin City: Little Chapel, White Chapel, Graceland Chapel (quella di Elvis, per intenderci).
Nel fattempo è calato il buio. Ceniamo all'americana da Denny's (T-Bone con patatine, Club Sandwich e torta alla zucca, però 'sti bastardi non hanno la birra) rischiando la congestione per l'aria condizionata a stecca (dentro al locale ci saranno stati 5°C); poi riportiamo la macchina all'hotel ma la stanchezza ci travolge. Assistiamo allo spettacolo di fontane del Bellagio, 10 minuti di spruzzi e getti d'acqua e luce mozzafiato. Poi c'è giusto il tempo di bruciarsi 20 dollari alla roulette nel casinò sotto il Planet Hollywood: siamo rimasti in mutande in due giri: il 6 e il 9, e poi 6, 9, 27 e 30: sì lo sappiamo che il numero secco è difficile, ma te lo danno 35:1! E poi siamo dei dilettanti, dai.


SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: in città
Alloggio: Planet Hollywood Hotel, Las Vegas Boulevard, Las Vegas
Alimentazione scorretta presso: Illy's Cafè, Subway, Greek Pitta, Denny's
Frase del giorno: (da Madame Tussauds) Ste, mi è rimasto in mano il blocchetto degli autografi di Elvis!
Acquisto del giorno: duemila colori di M&M's
Best of the Day: i messicani su the Strip che fanno schioccare i bigliettini per i servizi di escort

6 commenti:

Elena e Manuele ha detto...

elvis.. avete una foto con elvis... :°(

Elena e Manuele ha detto...

>>> Frase del giorno: (da Madame Tussauds) Ste, mi è rimasto in mano il blocchetto degli autografi di Elvis!


ehy............ è mio vero??? vero vero vero???

Elena e Manuele ha detto...

ci si alza tardi a las vegas eh?

Anonimo ha detto...

Sono tre giorni che non piove: è giunto il momento della verità.
Apro, entro in sala, accendo una luce, spalanco una finestra , mi siedo sul divano e guardo un pò la televisione, senza accenderla, ultimamente preferisco cosi e poi la vostra è anche bella da vedere. Cullato dal lento ronfare del frigorifero non mi decido a proseguire ma poi mi alzo e faccio il solito giro fino ad arrivare alla camera.
Entro, apro una finestra e alla fine prendo coraggio e alzo lo sguardo al soffitto: perfetto, niente di niente, niente macchie ne aloni ne umidità.
Tiro un gransospiro di solievo e dentro di me parte un pensiero riconoscente a Davide: è fatta e bene!!!
Per il resto continuo il mio peregrinare per l'Italia e seguendo i vostri resoconti a Monte S.Savino ho ordinato un T bonn e a Orte ho fatto una puntatina al videopoker dell'Hotel
senza vincere molto.
Ho attraversato tutta Sona Valley e anche lì c'è una bella depressione (Nordbitumi) e ho visto i calanchi dell'Aretino e a Roma spero di incontrate Litle Tony.
La mamma e io vi mandiamo un sacco di bacioni.
Ho anche un messaggio per Salvatore: caro Salvatore mi dispiace immensamente che tu senta della nostalgia per quell'odor di fumo che impregnava la stanza di Ste, purtroppo sarà una sensazione che non potrai più provare perche dal giorno del matrimonio i nostri bravi ragazzi, come ci avevano promesso, non fumano più ma proprio più.
In ogni caso, una volta alla settimana posso venire io a fumare una siga nella stanza incriminata (senza aspirarla però).Ci vediamo presto.

Elena e Manuele ha detto...

XD
voglio i vostri papà in miniatura da tenere sempre nel taschino!

Anonimo ha detto...

troppo fica la Chiari in versione coniglietta di PlayBoy!
baciozzi baby!