Visitare la downtown di una metropoli dopo la brutta esperienza di Los Angeles (freddi palazzi sopra, baracche di messicani e cinesi che vendevano ogni cosa sotto), ci lasciava un po' dubbiosi: ma sono bastati pochi passi tra i grattacieli di San Diego per mostrarci una downtown completamente diversa. Anche qui ci sono i grattacieli e la sede economica, politica e giudiziaria della città e della contea: eppure, l'atmosfera che si respira è completamente diversa. San Diego è una città che tiene molto al suo verde urbano: ci sono parchi, giardini, alberi e piante ovunque; i parchi pubblici sono giganteschi e tenuti benissimo; c'è verde negli spartitraffico delle corsie, agli angoli dei palazzi, in mezzo ai quartieri. Passeggiare è proprio rilassante: anche perchè troviamo quasi subito un enorme centro commerciale, dove ci infiliamo lesti e ci bruciamo i 111 dollari trovati nella Bibbia (sì lo so, siamo tremendi: ma non potevamo farne a meno).
Dopo un pranzo veloce superiamo i binari del tram in direzione dell'oceano. Questa zona è l'Embarcadero di San Diego che, oltre ad offrire ormeggi per yacht da sogno e piccole barche, è anche ricca di attrazioni. Tra le molte, Ste insiste per visitare il museo all'interno della portaerei USS Midway, ormeggiata nel porto. La Midway, che detiene il record di anni di servizio nella US Navy (dal 1945 al 1992), è un'enorme nave militare, riattrezzata a museo ma mantenendo le strutture interne, le caratteristiche e tutto ciò che la rendeva una portaerei della Marina. Si passeggia nell'hangar, nelle camere degli ufficiali e dei subordinati, sul ponte di volo (dove sono esposti gli aerei e gli elicotteri utilizzati dalla Seconda Guerra Mondiale all'operazione Desert Storm nel Golfo Persico), nella mensa, nelle sale comunicazione e sul ponte di comando, ci si siede nelle cabine dei caccia. Tra parentesi: vicino a San Diego c'è la mitica base militare di Miramar, quella dove si addestravano i Top Gun (anche nel film), a cui infatti è dedicata una sala della Midway. La visita, che dura quasi un'ora e mezza, si rivela alla fine molto interessante: non è che capiti tutti i giorni di vedere da vicino una portaerei. Il massimo della figata (ad un costo aggiuntivo, purtroppo, esagerato) erano i simulatori di volo con cabina mobile nell'hangar: un militare da fuori ti seguiva con radar e microfono, e tu in una cabina ricostruita perfettamente provavi decolli, atterraggi, ingaggiavi combattimenti e ricognizioni. Una specie di gigantesca salagiochi, insomma.
Terminiamo il giro e risaliamo in macchina: di Highway in Highway ci rimettiamo sulla 5 West, direzione Los Angeles, per raggiungere la nostra destinazione.
Usciamo dall'autostrada ad una manciata di miglia da Los Angeles, e arriviamo giusto al tramonto ad Huntington Beach, nella OC, Orange County. Dopo l'omonimo serial tv, tutti a dire "Orange County di qua", "Orange County di là": bella è bella, eh. Ci becchiamo un tramonto sul molo da pelle d'oca, con i surfisti tra le onde (l'acqua era gelida per farsi il bagno alle 6 di sera). Però l'aria rispetto alla Pacific Beach di San Diego è di tutt'altro spessore: ville da sogno, viali con le palme, macchinoni da tutte le parti, c'è pure una concessionaria Ferrari. Dalla guida apprendiamo che la OC è lo zoccolo duro dell'elettorato repubblicano: tutta gente benestante (e vorrei vedere), integralista cattolica e poco simpatica verso gli immigrati. Per intenderci, è grazie ai voti della OC che è stato eletto presidente Ronald Reagan (che ricordiamo, era un attore: viva il sogno americano).
Anaheim.
Ritorniamo sulla Highway 5 ed usciamo poco dopo ad Anaheim. Anaheim è praticamente Disneyland con i motel intorno: troviamo infatti alloggio proprio di fronte all'ingresso principale. In sè il paese ha ben poco da offrire tranne, naturalmente, il parco di Walt Disney, che è enorme oltre ogni immaginazione. La visita completa è prevista per domani, ma stasera ci siamo concessi una scappatella al Disney Downtown, che è aperto anche di sera: immaginate una città. Negozi (anche di marca, eh), baracchini con i popcorn, ristoranti, musicisti dal vivo agli angoli delle strade, e World of Disney, un Disney Store grande tipo Quaderni: la Chiari era tutto occhioni luccicosi a vedere i vestitini delle principesse, i lecca lecca giganti, i cappelli rosa con le orecchie di Topolino, le action figures di Topolino e compagnia in versione Star Wars, e un intero reparto dedicato a Jack di Nightmare Before Christmas già pronto per Halloween. E attenzione, siamo riusciti a non comprare niente: tanto ci si torna domani!
SCHEDA DEL GIORNO
Miglia percorse: 136
Alloggio: Best Western Inn, Harbor Street, Anaheim
Alimentazione scorretta presso: Starbucks, fast food greco al Mall di San Diego, Captain Kidd's Buffet
Frase del giorno: Bo' bibere qui!
Acquisto del giorno: le maglie acquistate con i famosi 111 dollari trovati nella Bibbia...
Best of the Day: il gigantesco Disney Store.
4 commenti:
stitch??? c'era?? vojo foto di stitch!!!!
Ciao Stefano e Chiara! Io e Serena vi seguiamo da quando siamo venute a conoscenza del vostro blog, più o meno una settimana fa. La voce si è diffusa anche qui nella Bassa, non solo a Verona…insomma siete ormai famosi, più famosi dei turisti per caso! Il diario di bordo on-line poi è un’idea da copiare, vi evitate, al vostro ritorno, di ripetere 100000 volte le stesse cose a tutti gli amici che vi verranno a trovare: “e com’era San Francisco? E gli indiani, li avete visti? Che mangiavate là negli USA? Ma a mangiare quelle schifezze non vi è venuto il corri-corri? E via di seguito…
A proposito dei 111 dollari… vi incollo alcune informazioni relative alla simbologia del numero nella Divina Commedia e più in generale nel Medioevo… non ricordo il sito in cui le avevo trovate, poi bisogna vedere se la fonte è attendibile, ma intanto date un’occhiata:
“pur scrivendo in terzine il poeta [Dante] non impiega mai un numero che sia divisibile per tre [inoltre] cerca di scansare i numeri 39, 40, 42 LA CUI SOMMA RESTITUISCE IL 121, QUADRATO DELL’11!
Secondo la simbologia cristiana l’11 rappresenterebbe il PECCATO , 11 sono per esempio le spire del labirinto della cattedrale di Chatres che il penitente doveva percorrere a scopo purificatorio e 11 sono i cubiti di altezza della camera del sarcofago della grande piramide […]
Questa tradizione risale non alla stessa religione Cristiana , ma a una cultura ancora più antica , quella egiziana e in particolare alle sue tradizioni sul numero 111 il Numero divino. Il 111 rappresenta la perfezione e la divinità, il primo 1 e’ il bene, il secondo 1 l’unione, il terzo 1 il male.
Ebbene se alla perfezione , il 111 , togliamo uno dei tre 1 otteniamo l’ 11 , il PECCATO! Certo il significato medievale nasceva da ben altro, ormai le antiche tradizioni egizie erano ormai perse, ma il numero rimaneva!”
Un supersaluto ai cugini americani!
Chiara
PS: aspetto la foto di rito con Pippo e Topolino…
http://www.corriere.it/spettacoli/08_settembre_24/robbie_williams_5d654c82-8a1e-11dd-9c4a-00144f02aabc.shtml
Lo sapevo che non sarebbero durati molto; ma tant'è era merce che scotta!!!!
La mamma e io saremmo un pò curiosi di sapere verso che ora (italiana) è previsto il vostro arrivo.
Domani accompagno di buon ora Alice al treno perchè va a Trento: incominciano le trasferte.
Povero mè non è mai finita.
Spero sempre in un dignitoso pensionamento.
Oggi ho dissequestrato una vettuta di un pirla di giornalista che ,avvisatici del fatto,ci informava perche andassimo a prenderla.
Fattogli presente che gliel'avevamo data in uso gratuito, pienata e lavata, alla richiesta del perche non andasse lui, ci rispondeva "La macchina non è mia".
Credo che di BMW non ne vedrà piu molte.
Questi sono i miei interlocutori e poi lamentati tu.
Pif cct dae grt mmm bch trt rararara iti pll e affetto mamma e papà.
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